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Ogni essere umano, in quanto essere vivente ed agente di pensieri ed azioni, è attore coinvolto in almeno una relazione, di qualsiasi tipo essa sia, nella quale dovrebbe essere preservato il rispetto dei diritti, propri ed altrui. Purtroppo però alcuni rapporti finiscono per essere caratterizzati dalla predominanza di un soggetto sull’altro e nel momento in cui la qualità del rapporto risulta essere caratterizzata da determinati fattori diviene necessario chiedere aiuto.

Prendiamo qui in considerazione un rapporto di coppia “uomo-donna”, in cui l’uomo è agente di violenza e la donna la vittima. Quali sono dunque i campanelli di allarme che dovrebbero portare la donna a chiedere aiuto? Vediamo assieme alcuni esempi dei comportamenti più comuni:

  • il compagno impedisce alla propria compagna di realizzare qualsiasi idea o progetto, dalla più banale a quella più strutturata, quali ad esempio vestirsi in un determinato modo, organizzare o partecipare ad una serata con degli amici/amiche, studiare, lavorare ecc.
  • il compagno è geloso di qualsiasi frequentazione al di fuori della loro relazione, amicizie, famiglia, rapporti lavorativi ecc.; recrimina alla compagna di dedicare troppe attenzioni e cure agli altri rapporti rispetto al loro; inoltre il partner risulta essere geloso e nervoso anche quando la donna presenta uno stato di salute non ottimale (influenza, dolori di qualsiasi tipo) sminuendo il suo problema e accusandola di trovare qualsiasi genere di scusa pur di non dedicarsi a lui;
  • il compagno tende a svalutare, criticare, offendere ed incolpare la donna e le sue idee (includendo, in molti casi, anche i figli, ove presenti);
  • il compagno dice e/o fa delle cose che dopo fanno star male la donna, i figli e spesso anche lui
  • Spesso il compagno non riconosce se stesso e le sue azioni dopo averle compiute e chiede alla propria donna di perdonarlo, nella promessa che non accadrà mai più;
  • Il compagno segue o monitora gli spostamenti della propria compagna, telefonando o mandando messaggi minatori;
  • il compagno utilizza la paura come prima arma contro la sua partner, minacciando di farle del male, picchiandola o utilizzando delle armi, arrivando spesso a dichiarare di voler uccidere lei o i suoi cari;
  • il compagno esige prestazioni sessuali in risposta ai propri desideri, non tenendo conto delle esigenze della donna, obbligandola ad avere rapporti anche contro la sua volontà;
  • il compagno controlla le finanze della famiglia, incluse quelle specifiche della donna, disponendone e spesso non permettendole di utilizzarle previo suo consenso.
  • il compagno ha spesso una visione di se stesso come vittima di numerose ingiustizie.

Questi, e tanti altri, sono alcuni fra i comportamenti maggiormenti diffusi tra le coppie in cui sia presente un uomo violento. Il comportamento tende a presentarsi con una certa ciclicità, seguendo una vera e propria escalation nei comportamenti.

Troppo spesso le vittime di violenza si rifugiano nella speranza che questi atteggiamenti siano frutto di una marcata debolezza dell’uomo che sono convinte di amare, tendendo a scindere il “lui buono” e “lui cattivo”, non considerandone l’intera totalità e sottovalutando l’elevata pericolosità delle azioni costantemente subite.

Tuttavia sarebbe opportuno parlare con una figura esperta davanti ai primi segnali di violenza, al fine di proteggere se stessa ed i propri figli.

Nel caso di violenza psicologica e/o economica ci si può rivolgere a qualsiasi numero telefonico dedicato al supporto ed all’ascolto delle donne, anche se sarebbe preferibile recarsi di persona ad uno sportello oppure ad un centro di ascolto per vittime di violenza di genere, presenti sul proprio territorio. In tali luoghi diverse figure specializzate potranno comprendere a fondo la sofferenza di cui la donna è vittima, da poco o molto tempo, accogliere la sua paura ed accompagnarla lungo tutto il percorso di liberazione dalla violenza, aiutandola a non sentirsi più sola ed incompresa.

Nel caso in cui si riesca a sfuggire ad un’aggressione è di fondamentale importanza recarsi immediatamente ad un Pronto Soccorso per chiedere aiuto e ricevere cure, dopodichè sporgere denuncia utilizzando il referto rilasciato dal medico.

E’ di fondamentale importanza che la donna possa sentirsi legittimata a chiedere aiuto, anche nel caso in cui le persone a lei vicine le chiedano o le consiglino di mantenere il silenzio, in quanto è bene ricordare che non esiste forma d’amore che conosca violenza e paura.

 

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