La Psicoterapia Costruttivista si basa sul presupposto che tutte le percezioni, i pensieri o i giudizi sono frutto di un processo in cui la persona assume il ruolo attivo di costruttore di realtà. Ciò implica la presenza di diverse interpretazioni della realtà e del mondo, tante quante sono le persone, poiché ognuna ha una parte attiva, in base alle sue credenze, ai suoi valori e ai suoi schemi mentali, con l’obiettivo di dare significato alle proprie esperienze di vita e trovare nuove alternative.

Questi schemi mentali possono irrigidirsi creando delle limitazioni nella vita: se, ad esempio, una persona è convinta che non potrà mai essere in grado di lasciare un lavoro che trova frustrante, non proverà mai a farlo, confermando così la sua (falsa) credenza e finendo per rassegnarsi.

Quando si trova in questa situazione, una persona si sente intrappolata in un labirinto senza vie d’uscita. Percorrere e ripercorrere le stesse strade, diventa un modo di dare un’immagine al disagio psicologico: la persona non riesce a dare un’interpretazione alternativa a ciò che sta vivendo e, soprattutto, non riesce a trovare vie d’uscita dalle circostanze in cui si sente imprigionata.

Il terapeuta costruttivista accompagna la persona in un percorso di esplorazione e di conoscenza di sé, verso la creazione di nuove possibilità di scelta che le permettano di uscire dalla situazione di stallo in cui si trova o di rimettersi in movimento. Questo processo avviene attraverso una rielaborazione del modo in cui l’individuo costruisce la sua esperienza e la integra nella sua storia personale, distinguendo le proprie responsabilità da ciò su cui non ha controllo.